Il Prof. Alessandro Armando, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione, è intervenuto a Palazzo Tursi delineando il ruolo della ricerca scientifica per la resilienza e la governance delle infrastrutture digitali del Paese.
Si è tenuto mercoledì 20 maggio, nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi a Genova, il convegno “Cybersecurity e intelligenza artificiale: un binomio vincente per proteggere il futuro?”. L’evento, organizzato dal Comando Interregionale dell’Italia Nord-Occidentale e dal Comando Regionale Liguria della Guardia di Finanza, ha riunito esperti del settore accademico, istituzionale e tecnologico per fare il punto sulle opportunità e i rischi legati all’introduzione dell’IA nella sicurezza informatica.
I lavori, aperti dal Comandante Regionale, Gen. D. Cristiano Zaccagnini, hanno visto il contributo del Prof. Alessandro Armando, Professore ordinario dell’Università di Genova e IMT Lucca, membro del Comitato tecnico-scientifico dell’ACN, Direttore del CINI Cybersecurity National Lab e Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione SERICS.
Nel suo intervento, intitolato “Il ruolo della ricerca nell’ecosistema nazionale della cybersecurity”, il Prof. Armando ha evidenziato come l’innovazione tecnologica nella Cybersecurity, accelerata dagli sviluppi dell’AI, può contare su una solida architettura di ricerca coordinata a livello nazionale. Di fronte a minacce cyber sempre più sofisticate,l’ecosistema nazionale della ricerca in Cybersecurity agisce come abilitatore strategico e punto di raccordo tra l’eccellenza universitaria e le necessità operative delle istituzioni e delle Forze dell’Ordine.
All’incontro sono intervenuti anche la sindaca di Genova, Silvia Salis, che ha rimarcato l’importanza della sicurezza digitale per la tutela dei diritti dei cittadini nella Pubblica Amministrazione, e il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci. Quest’ultimo ha evidenziato il valore strategico di queste tecnologie sottolineando che “Cybersecurity e intelligenza artificiale sono due argomenti diversi ma strettamente correlati, perché entrambi contribuiscono a dare un servizio ai cittadini attraverso le infrastrutture digitali: questi strumenti non sono un fine, ma un mezzo per raggiungere obiettivi specifici che, nel nostro caso, sono migliorare la qualità della vita, incentivare le opportunità occupazionali e promuovere lo sviluppo economico”.
Di fronte a queste importanti spinte all’innovazione territoriale, le riflessioni di Genova confermano il valore del modello collaborativo e diffuso di SERICS. La Fondazione opera per far sì che i grandi progetti locali e le capacità computazionali dei singoli poli dialoghino all’interno di una rete sinergica nazionale. In questo mosaico, l’interazione costante tra i poli tecnologici e i nodi di competenza specialistica della Fondazione dedicati alla tutela dei diritti e alla sicurezza garantisce che la protezione dei dati e la resilienza cibernetica avanzino in modo coeso e strategico su tutto il territorio nazionale.


